Il caso Clinico – Nancy McWilliams

Il Caso Clinico, dal colloquio alla diagnosi – Nancy McWilliams (1999)

L’autrice, Nancy McWilliams, psicoanalista, insegnante di teoria e terapia psicoanalitica alla State University del New Jersey e didatta presso l’Institute for Psychoanalysis and Psychotherapy del New Jersey, con questo libro, ci porta dentro la sua stanza di terapia.

Un libro molto significativo per tutti gli esperti del settore, ma anche un percorso illuminante sul processo terapeutico, un modo per spiegare e rispondere a chi si chiede: “cosa accade nella stanza del terapeuta?”. Per illustrare quali sono spesso gli elementi chiave per cui una terapia è efficace.l’autrice illustra quello che secondo lei è importante nel processo terapeutico, puntando la sua attenzione sulla relazione terapeutica e sugli obiettivi della terapia e su quelli che son i fattori di cambiamento che entrano in gioco.

La formulazione psicodinamica?

L’autrice apre il libro puntando non tanto su quale sia la migliore tipologia di terapia (psicoanalitica, psicodinamica, cognitivo comportamentale, sistemica …) ma sullo scopo comune che hanno tutti i terapeuti coscienzosi, a prescindere dal loro approccio, quello di comprendere la soggettività unica di quella persona in modo di incrementare la possibilità che la psicoterapia sia per lui utile.

Questo lo scopo primario di elaborare una formulazione psicodinamica del caso, una visione articolata  degli obiettivi della terapia che include “l’attenuazione dei sintomi psicopatologici, lo sviluppo dell’insight (il paziente ed il terapeuta, creino insieme una narrazione che dia senso al passato del cliente e della sua storia), l’incremento del proprio senso di agency, il rafforzarsi o consolidarsi del senso di identità, l’incremento dell’autostima realisticamnete fondata, un miglioramento della capacità di conoscere e gestire i propri sentimenti, l’aumento della forza dell’Io e della coesione del Sé, un’espansione della capacità di amare, lavorare e dipendere appropriatamente daglia altri e un incremento delle proprie esperienze di piacere e serenita.”

[Tweet “la terapia psicodinamica è centrata sulla comprensione del cliente e sulla relazione cliente-terapeuta per il raggiungimento degli obiettivi importanti per quella persona.”]

All’interno del caso?

L’autrice presenta il suo come un metodo, non l’unico, per approcciare il caso dal primo colloquio alla formulazione diagnostica fino alla terapia vera e propria; mostrando al lettore quelli che lei ritiene gli aspetti più importanti da valutare nelle differenze di funzionamento di ogni paziente.

Il corpo centrale del libro parte quindi dalla valutazione di quello che non può essere cambiato come il temperamento (le caratteristiche innate di quella persona), le condizioni genetiche, congenite e mediche con effetti psicologici diretti, le conseguenze irreversibili di traumi cranici, patologie e agenti tossici ed altro; una valutazione della realtà del paziente che permetterà ad entrambi cliente e terapeuta di definire le possibilità di cambiamento.

Valutare il caso significa esplorare con il paziente le varie aree della sua storia personale, le problematiche evolutive, le difese (i pattern difensivi peculiari che ogni persona ha scelto per affrontare le difficoltà), gli affetti (le esperienze emotive apprese che caratterizzano una persona: l’amore, l’odio, l’invidia, la colpa…), le identificazioni (i pricipali oggetti d’amore o modelli a cui la persona credeo ha cercato di assomigliare), i pattern relazionali ( come si relaziona con le persone significative), l’autostima del cliente e le sue credenze patogene (quelle cose di cui tutti noi siamo convinti, ma che si basano su una decisione erronea presa nel passato).

Questo percorso sostenuto da un terapeuta permette alla diade cliente-terapeuta di affrontare le difficoltà, prendere coscienza dei fattori determinanti di un problema, di un comportamento, di una modalità e di portare al raggiungimento degli obiettivi del paziente ed al successo terapeutico.

Cosa succede tra terapeuta e paziente…

All’interno del libro l’autrice parla proprio di quello che succede nella relazione e perchè questo determina un cambiamento. Tratta di quanto sia necessario per il paziente e altrettanto per il terapeuta, la costruzione di una relazione significativa e nuova. Il cammino di creazione di una relazione all’interno della quale poter sperimentare nuove modalità di interazione, più funzionali al paziente, esulando dal giudizio e potendo mettere in atto nella cornice del setting comportamenti ritenuti negativi o non funzionali, ottenendo reazioni nuove e quindi una nuova comprensione narrativa della propria storia e permettendosi di modificare quello che avverrà in futuro grazie alle nuove esperienze relazionali e consapevolezze acquisite.

Una terapia che punta alla cambiamento del futuro e non alla modifica di un passato ormai non più attuale ne modificabile.

Il libro è sicuramente come già detto un pietra miliare per la discussione franca e onesta di ciò che avviene in una stanza di terapia, finalmente è possibile raccontare senza timore o pomposità teorica quello che è il piano ed il processo terapeutico quello che distingue da un intervento farmacologico o profano un intervento psicoterapeutico. La persona al centro del proprio cambiamento.

 

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