Il Progetto “Come Voglio il mio Tifo”

Il Progetto “Come Voglio il mio Tifo”

Progetto “Come Voglio il mio Tifo”, nella stagione calcistica 2016-2017, la collaborazione tra uno Psicologo, Simone Puccinelli, e la società sportiva Tau Calcio Altopascio ha portato allo splendido progetto

A partire dal mese di settembre 2016 attraverso incontri preliminari con i coordinatori dell’attività tecnica di tutto il settore scuola calcio, i responsabili del tau ed i ragazzi, è stato preparato un terreno di riflessione su una tematica che il Tau, ma visti gli eventi contingenti a questa stagione la comunità sportiva tutta, riteneva di necessaria valutazione ed intervento come il tema del tifo alle gare.disegni

L’importanza del tifo

La premessa è relativa all’importanza del il tifo e del comportamento, non solo all’interno del campo di gioco ma anche tenuto sugli spalti durante le esibizioni, non è soltanto un fattore fondamentale nell’educazione da trasmettere ai ragazzi in formazione, ma influisce sul clima in cui i ragazzi fanno attività e direttamente sul loro senso di appartenenza ad un gruppo, sul senso di autostima personale e sulla crescita identitaria di ciascun ragazzo-atleta.

La preoccupazione e la volontà della società era quella di valutare lo stato dell’arte, cioè la percezione che i bambini della scuola calcio hanno del tifo alle loro partite e di quanto gli influenzi, e di portare la riflessione agli adulti, dirigenti, genitori e simpatizzanti, sull’importanza del loro ruolo in una formazione efficace e sul comportamento percepito dai loro figli, atleti, amici.

Informare le famiglie e coinvolgere istruttori ed atleti

La prima fase quindi è consistita nell’informare le famiglie del progetto e chiedere la loro partecipazione e soprattutto il supporto ai loro figli. Con gli atleti di tutte le scuole calcio, Badia, Lucca e Altopascio è stato effettuato un incontro in cui si richiedeva il loro aiuto, volevamo che dicessero attraverso un disegno quello che vedono e sentono durante le loro gare-esibizione nel modo più personale possibile, senza l’aiuto di nessuno, non importava la qualità del disegno, ma la loro opinione sulla domanda che la società gli poneva:” Com’è il tifo durante le vostre gare?”.

Gli istruttori hanno condiviso e supportato il progetto partecipando agli incontri e rinforzando i ragazzi ad esprimere la loro opinione e monitorando l’andamento della raccolta dei disegni.

Il pensiero dei bambini: i loro disegni.

I disegni raccolti alla fine di questa prima fase sono stati circa 120.

Dal lavoro dei bambini e dei ragazzi che andavano dai 5 anni agli 11 anni è emerso un quadro non troppo variegato, questo a rinforzare l’idea societaria che in un ambiente come il Tau Calcio dove l’attenzione non è solo centrata sulla crescita sportiva ma soprattutto umana dei ragazzi atleti, la struttura esplicita, quindi le regole, e quella implicita, il modo in cui i membri della società si comportano sembra influenzare il vissuto ed il tifo alle gare, quanto meno ad un livello macro il clima è sicuramente più disteso ed attento ai ragazzi.

In nessuno disegno si sono evidenziati comportamenti negativi eccessivi (violenza verbale o fisica, etc.). Emergono dai disegni alcuni aspetti sia positivi che negativi che possiamo ricondurre al tifo e alla sua influenza sullo sviluppo dei ragazzi.

allestimento mostraAttraverso disegni e scritte emerge, come per i ragazzi sembra essere presente una pressione da parte dell’esterno. Le aspettative riposte su di loro possono essere sproporzionate e questo può portare a disagio ed insicurezza. I comportamenti del pubblico possono distrarre, provocare disagi all’interno del gruppo squadra, sminuire le qualità di un bambino o portare nel caso opposto a ipervalutare le proprie capacità, tutto questo influisce direttamente non solo sulla prestazione, ma sulla formazione e l’impegno, sulla costruzione identitaria del bambino e nelle relazioni all’interno del gruppo squadra. I genitori e le figure di riferimento con il loro esempio e con i loro comportamenti influenzano il vissuto ed il comportamento dei bambini. Tutto questo risulta ben visibile nelle opinioni espresse dai ragazzi attraverso il disegno.

L’importanza del “buon” tifo.

Emergono però anche le molte qualità positive del tifo. Dalle immagini e dalle parole dei bambini si capisce con chiarezza l’importanza del “buon tifo”.

Il sostegno ed il supporto offerto non solo ai piccoli atleti nel momento dello svolgimento di un’attività per loro molto importante, ma il riconoscimento ed il supporto del gruppo a cui il bambino appartiene, permette ai bambini di costruire un senso di appartenenza, riconosciuto dalle figure significative, necessario nello sviluppo della propria identità di individuo.

Il “buon tifo” rinforza l’impegno, la bontà delle proprie scelte e del proprio cammino, le relazioni all’interno del gruppo squadra.

La Mostra.

Da questo contesto nasce la mostra “Come vorrei il mio tifo”, che per più di un mese è stata esposta allo stadio di Altopascio, dove tutte le produzioni artistiche dei ragazzi della scuola calcio sono state esposte per essere visionate da genitori, amici e sostenitori, prima di fare il loro ingresso sugli spalti, nell’intento di far vedere quello che i ragazzi percepiscono del tifo e innescare così una riflessione personale su ogni visitatore su come lui si relazione a questa percezione in vista del comportamento tenuto da ognuno durante le gare.

Per alimentare questa riflessione alla fine del periodo della mostra è stata fatta una serata inil bello del tifoformativa e di scambio, aperta a tutti, dove è stato spiegato il lavoro dietro al progetto e dove sono stati portati spunti per riflettere sull’importanza del tifo e dell’esempio in modo tale da poter aprire un dibattito che permetta a tutti di essere più consapevoli su come tifiamo e su come vogliamo che i “nostri figli” percepiscano questa parte così importante e bella dell’essere sportivi.

La partecipazione è stata buona e sicuramente ha destato l’interesse di tutto il movimento Tau. Il confronto rimane aperto saranno altre le attività che la società porterà avanti, anche sui social network, che cercheranno di alimentare il dibattito e creare sempre più consapevolezza sull’importanza del “TIFO CONSAPEVOLE”.

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